I Tarocchi. Itinerari casuali e destini incrociati

I Tarocchi da sempre sono uno dei linguaggi usati per chiedere risposte, trovare domande e sciogliere grovigli. Usati dagli zingari da millenni, sono stati studiati da psicologi, filosofi perché portano in sè gli archetipi di popolazioni nomadi ma in realtà di tutti noi.
Ispirato a “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino, la mostra nasce dall’idea mia (per la composizione delle immagini) e di Elena Garofalo, autrice di un racconto itinerante. Un percorso nato all’incirca in un pomeriggio settembrino quando volevamo scrivere una storia e illustrarla. A sciogliere i nodi è arrivato appunto Italo Calvino (non fisicamente eh…) con il suo libro “Il castello dei destini incrociati”.

Da lì, la nostra idea: gli Arcani Maggiori dei tarocchi marsigliesi sarebbero state le nostre immagini, e un unico racconto sarebbe stato la cornice. I personaggi si sarebbero incrociati come nel castello di Calvino fra le nostre parole e fotografie. Nasce un quindi un viaggio, mentale e visivo, in cui le foto creano un originale patchwork fra ritratti, incursioni nella storia dell’arte ed elementi del quotidiano che scappano da cucine, officine, parchi giochi per raggiungere la loro espressione nel linguaggio delle immagini. Ma di base c’è stata una voglia comune: quella di giocare.

Io ho cercato di giocare con le immagini ed Elena di controbalzo con le parole.

E tutti questi giochi, salti pindarici, serate passate a studiare pose dei vecchi tarocchi marsigliesi, risate e quant’altro ha fatto nascere l’idea di questa mostra.

Ovviamente un ringraziamento particolare va a Flavio, grafico e piccolo grande amico paziente, che mi ha affiancato alla ricerca della veste grafica del progetto, ai ragazzi del gruppo Teatrale Teatrasia che si sono prestati a collaborare con grande disponibilità e entusiasmo alle pose, nell’aiutarci nel trucco e a farci compagnia nelle sere “fotografiche” a casa di Elena ed a tutti i nostri amici che hanno voluto partecipare a questo progetto insolito.

La mostra, seguendo l’esigenza del cammino continuo, è zingara per natura: itinerante come idea, viene portata in diversi luoghi, alcuni più canonici, altri insoliti quindi passiamo dall’anteprima installata nel bar del Teatro Clitunno di Trevi in occasione degli spettacoli del ventennale della compagnia Il Castello, a ristorantini tipici, luoghi di passaggio e non… insomma va un po’ qua ed un po’ là…

Buona visione!

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