Guendalina: quando l’animale aiuta l’uomo

San Pellegrino di Norcia. Campo gestito dalla protezione civile regione Umbria.
Il lungo rettilineo della zona industriale che dalla città di San Benedetto porta a questa piccola frazione è un viaggio, purtroppo dopo il 24 Agosto 2016, da fare con un nodo in gola. Più ci si avvicina al paese e più il paesaggio muta a causa della furia distruttiva del sisma; case letteralmente sventrate, transenne che impediscono di entrare nella zona rossa e mezzi di soccorso ed esercito che si sostituiscono alla quotidianità dei paesani. La mensa, all’interno del campo gestito dai volontari di Protezione Civile della regione Umbria è divenuto il nuovo fulcro di San Pellegrino. C’è la signora Cecilia sempre indaffarata all’interno della tensostruttura con i volontari e prodiga di racconti e aneddoti sul paese e poi c’è Guendalina, l’elemento nuovo da un po’ di mesi a questa parte, l’elemento che fa sorridere anche nelle più buie giornate d’inverno. Guendalina corre nel campo con le sue zampe palmate da una parte all’altra e quando arrivano nuovi visitatori la trovi subito davanti la mensa ad aspettare un cenno di approvazione. Sì perché da quando l’oca Guendalina ha deciso di vivere all’interno del campo gestito dalla Protezione Civile tutto è cambiato, tutto è divenuto quasi più leggero. La presenza di un animale in situazioni d’emergenza come un terremoto rappresenta senza dubbio un motivo in più per divagare i propri pensieri verso altrove, se l’animale è poi una simpatica oca la terapia è ancora più efficace. “La storia di Guendalina è tanto curiosa quanto straordinaria – racconta Alberto Cardaioli, cuoco e volontario del gruppo di ProCiv di Marsciano – inizialmente erano quattro e vivevano in una stalla all’interno del paese di San Pellegrino poi il terremoto ha causato gravissimi danni alla struttura con l’allontanamento della famiglia e dei contadini verso gli alberghi del Lago Trasimeno. Una notte una volpe decise di fare razzia delle povere oche risparmiando miracolosamente Guendalina che rimase l’ultima. La volpe venne anche nei giorni successivi per cercare di finire il proprio lavoro ma l’oca trovò in noi la sua protezione più grande, ricordo ancora la sera che ci facemmo scudo intorno a Guendalina proprio per toglierla dalla morsa della volpe. Nei giorni a seguire cercammo anche di addomesticare la cacciatrice la quale per diverso tempo venne a mangiare da noi, per poi sparire e non farsi più vedere. Invece Guendalina è qui con noi ormai da Novembre e non vuole proprio saperne di uscire dal campo”. Subito dopo la morte delle altre oche vari volontari cercarono di riportare il simpatico animale alla sua stalla ma puntualmente il mattino al risveglio se lo ritrovavano in mezzo al campo o davanti la mensa, così si è capito le intenzioni dell’animale. Il nome è venuto da se, un chiaro tributo al noto cartone animato della Disney gli Artistogatti. Più passavano i giorni e più Guendalina diveniva l’attrazione di San Pellegrino, con volontari, addetti del soccorso e cittadini anche di altri paesi a visitare il campo soltanto per conoscere la buffa oca. Per i bambini e gli anziani da semplice animale si è trasformato in una scintilla di speranza e forza, il solo pensare a dargli da mangiare ha reso dei pomeriggi tristi e grigi in dei momenti di svago e gioia. Guendalina ha la sua cuccia, appena fuori la mensa, dove va a dormire per ripararsi dal freddo e il gelo per poi risbucare puntuale all’alba a vedetta del campo. “Ormai Guendalina è divenuta veramente importante per noi – continua Alberto Cardaioli – ci fa ridere e ci fa passare del tempo in compagnia, anche soltanto vederla correre da una parte all’altra del campo. Durante il presepe vivente si sono create delle situazioni comiche all’arrivo degli altri animali che facevano parte della rappresentazione e anche con i turisti o sconosciuti rappresenta il nostro allarme. La notte di capodanno ha voluto festeggiare vicino a noi quando sparavamo i fuochi d’artificio e più volte ce la siamo ritrovata al centro della tensostruttura durante il cenone, insomma dire che è soltanto un’oca è riduttivo. E’ la nostra Guendalina e quando finirà l’emergenza non ci sarà settimana che non passerò a trovarla”. La storia di Guendalina è la storia classica degli animali che percepiscono le difficoltà degli uomini, come in questi casi di estrema emergenza di terremoto e cercano di dare il loro contributo perché come dice Victor Hugo “Fissa il tuo cane negli occhi e tenta ancora di affermare che gli animali non hanno un’anima.

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